La destra

Posted in Vita reale on June 24th, 2005 by nando

In Italia non esiste un partito di destra.

Bella grossa come affermazione?

Provo a giustificarla.
Quali caratteristiche dovrebbe avere un partito di destra? Bhe, tanto per cominciare, non essere di sinistra, cioé quanto meno non avere un'ideologia socialista.
Come si concilia questo con la perversione della destra sociale italiana? Non dimentichiamo che il nome originale di Alleanza Nazionale era Movimento Sociale Italiano. Non dimentichiamo che Mussolini era un socialista. Non dimentichiamo che alla fine degli anni '30, in Europa, la nazione con il maggior numero di imprese statalizzate era l'Unione Sovietica, ma la seconda era l'Italia fascista.

Cosa distingue veramente la destra italiana dal comunismo?
Vediamo un po'... definitivamente non le idee socio-economiche.
La destra italiana è statalista come... i partiti comunisti.
No, anche questa non va bene.
La destra italiana è nazionalista, i partiti comunisti sono internazionalisti.
Parliamone. Il concetto di internazionalismo del partito comunista russo era quanto meno discutibile: quanti ucraini sono stati uccisi per aver tentato di separarsi dallo stato russo? Si calcola che il totale dei morti causati dal Comunismo raggiunga i 70 milioni, cifra rispetto alla quale anche Hitler fa la figura del filantropo.

L'unica reale differenza tra i due movimenti politici mi sembra essere l'atteggiamento verso la Chiesa Cattolica.
Non è molto. Abbiamo a che fare con un partito socialista, magari cattosocialista. Mmmm, non mi giunge nuova...

Cosa intendo io per "destra", allora?
L'applicazione del principio del Libero Mercato.

Questa è la vera alternativa al socialismo. Questo principio implica uno stato che sta tra i piedi il meno possibile, altrimenti finisce per favorire le lobby, impedendo l'applicazione del principio del Libero Mercato.

I referendum, i radicali e il senso del ridicolo

Posted in Vita reale on June 13th, 2005 by nando

Il fallimento di questi referendum mi spinge a qualche riflessione.
Come è possibile che un'intero paese decida che una forma di consultazione sia da boicottare?
E non sto parlando dei cattolici: i numeri sono troppo alti. Non posso credere che in Italia l'85% della popolazione sia fondamentalista.

C'è sotto dell'altro. La prima riflessione è che non siano stati boicottati i referendum, ma l'istituzione referendaria in sé.
Perché?
Qui la cosa si fa interessante. Provo a ripercorrere la mia memoria di ciò che sono stati i referendum in Italia.
Dal primo referendum sul divorzio.
Ricordo ancora la tensione, la partecipazione, il senso della responsabilità per quello che sarebbe venuto fuori dalle urne.

Poi il Partito Radicale ha cominciato ad usare il referendum come strumento per una espressione diretta della volontà dei cittadini.
Cosa c'è di male in questo?
Apparentemente niente.
E infatti, secondo me non fu quello il punto.

Prima di continuare: non sono radicale, ho solo osservato la realtà e sto cercando di farmi una ragione di ciò che sta succedendo. Sono sensibile al bipolarismo italiano, perché non mi riconosco in nessuno dei due schieramenti (come se fossero realmente diversi... tornerò su questo punto in un altro post) ed è forse questo il motivo per cui questa storia mi è saltata agli occhi.

C'era qualcosa nel Partito Radicale, che faceva paura: la sua non collocazione all'interno degli schemi tradizionali della politica italiana bipolare.
Quindi secondo me l'attacco non fu portato ai referendum in sé, ma al Partito Radicale.
Certo, alcune manifestazioni di elementi di questo partito erano molto colorite e questo cozza fortemente con la paura degli italiani per ciò che stimola il loro timore del ridicolo.
Questo timore è stato sfruttato sapientemente da chi voleva che non nascesse una terza forza con cui fare i conti.
Di colpo il Partito Radicale è diventato il partito dei froci, delle puttane e dei drogati.
E questo partito propagandava il ricorso al referendum.

Dagli anni settanta questa propaganda ha danneggiato non solo il Partito Radicale, ma anche lo strumento referendario.
Quante volte abbiamo sentito i rappresentanti dei partiti "seri", dire: "Non votate, andate al mare"!
Alla fine ci sono riusciti. I radicali hanno un seguito esiguo e i referendum sono snobbati da tutti.
Già, perché è proprio questo l'atteggiamento: snobismo.

La responsabilita`

Posted in Vita reale on June 12th, 2005 by nando

Notizia insulsa del giorno: medico condannato, perché aveva scambiato due neonate.

Fin qui niente di strano. Il problema è che al responsabile hanno dato 8 mesi, con sospensione della pena. La motivazione inoltre è quella di falso in atti amministrativi, come dire che nessuno è stato danneggiato, è stato solo un errore burocratico!

In questo pietoso stato borbonico i diritti di un medico, specialmente in quanto dipendente pubblico, sono superiori a quelli delle persone comuni che vengono da lui danneggiate.

Gli USA sono un paese litigioso, dove fare causa per spillare qualche quattrino al facoltoso di turno è un gioco popolare.
Quello forse è eccessivo. Ma è eccessivo anche che una cosa così grave passi senza galera, né licenziamento, né rimborso!

I referendum

Posted in Vita reale on June 11th, 2005 by nando

Personalmente non userei la procreazione assistita e trovo quanto meno imbarazzante la pratica dell'adozione.
Questo però non mi trattiene dall'appoggiare la lotta di chi vorrebbe usare questi metodi per avere un figlio.

C'è una frase che mi è cara:

I may not agree with what you say, but I'll give my life for your right to say it

Più in generale, bisognerebbe legiferare allo scopo di reprimere comportamenti pericolosi per gli altri, non per imporre il proprio pensiero, altrimenti si finisce come in Kansas, dove è vietato installare vasche da bagno che poggino su piedi che somigliano a zampe di animale , o come in Virginia, dove è vietato fare sesso con la luce accesa.

Insomma, se passasse il NO, sarebbe un abuso degno di una teocrazia da terzo mondo.

Se passasse il NO sarebbe carino che come provocazione si presentasse un referendum per l'abolizione dell'adozione.
Del resto è il tipo di riproduzione più eterologa possibile.