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Posted in fun on May 30th, 2006 by shammashecho -e "Automagic uncyclopedia random: \ `curl -i http://uncyclopedia.org/wiki/Special:Random 2> /dev/null \ | grep Location | sed 's/^Location: //;s/\r//'`\n"
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Dopo il mio talk sul cazzeggio e la versione inglese, il buon godog mi segnala un'altra serie di link di letteratura "futile":
Giorgio Baffo, "poeta e senatore della Repubblica di Venezia. Fu, con il Ruzante, Goldoni e Berto Barbarani fra i maggiori scrittori di lingua veneta. Fu autore prevalentemente di sonetti licenziosi, ne scrisse 760." (da Wikipedia).
Poggio Bracciolini, "Svolse i suoi studi a Firenze e, una volta terminati, si trasferì a Roma dove ricoprì l’incarico di segretario apostolico sotto Bonifacio IX ed alcuni suoi successori. A causa delle vicissitudini del Grande Scisma d’Occidente, in corso in quegli anni, si trovò, per la sua posizione, a viaggiare per la Germania e la Francia, soprattutto per seguire i lavori del Concilio di Costanza." (da Wikipedia)
Un link, ma valido: http://www.geocities.com/athens/olympus/3656/fac1.htm
Quoto in toto la facezia LXI:
DI GUGLIELMO CHE AVEVA UN AFFARE ABBONDANTE
Nella città di Terranova eravi un uomo che aveva nome Guglielmo, che facea il falegname ed era assai ben provvisto dalla natura. E la moglie fortunata narrò la cosa alle vicine, e quando questa morì, condusse egli in moglie una giovinetta ingenua, che avea nome Antonia, e che quando fu sposa seppe dai vicini che arma potente possedesse il marito. Nella prima notte che ella fu col marito tremava assai, e voleva sfuggirlo né voleva lasciar fare. E l'uomo capì di che cosa avesse timore la ragazza, e per consolarla le disse che ciò che ella aveva udito dire era vero, ma che egli ne aveva due, uno più grande e uno più piccolo: «E di questo», soggiunse, «per non farti male, mi servirò questa notte; e vedrai che ti farà bene; poi se ti piacerà proveremo col più grande». La ragazza acconsentì e cedette senza pianto e senza dolore all'uomo. E dopo un mese, fattasi più franca e più audace, una notte, mentre accarezzava suo marito: «Amico mio», gli disse, «se ora ti volessi servire di quell'altro ch'è più grande? « E l'uomo, che ne avea quasi quanto un asino, rise dell'appetito della donna; e da lui una volta udii narrare, in compagnia, questa storia.
Ok, la dieta del cavolo non ha proprio funzionato come doveva. O meglio, ha funzionato finchè l’ho seguita la prima settimana e ho seguito i consigli del cialtrone la seconda settimana. Poi è arrivato un venerdì, e un altro ancora e poi una cena all’africano e via dicendo per due mesi. Quindi mi son decisa a riprendere tutto da capo, magari con una dieta un pelo più seria questa volta. Ho telefonato un mese fa a una nutrizionista che mi ha dato appuntamento per oggi.
Premessa: io conosco le diete forse meglio di chiunque dietologo e scrittore di rubriche di qualsiasi rivista femminile. Non lo dico perchè in preda all’onniscenza alimentare, quanto perchè penso di averle seguite più o meno tutte, sperando di trovare l’unica dieta che mi permettesse di perdere peso comodamente restando davanti a un pc, senza dover fare nemmeno lo sforzo di preparare lo zaino per palestra e/o piscina. L’esercizio fisico mi rompe le palle. E mi rompe le palle pure dover seguire un regime alimentare basato su: digiuni forzati, persecuzioni da bilancia pesa alimenti, integratori ipervitaminici, diuretici, antiossidanti e drenati e nessuno sgarro, nemmeno nel week-end.
ore 18.30: appuntamento dalla nutrizionista. Stavolta ho proprio voglia di mettere alla prova questa pseudo-dietologa. Sarà lei a piegarsi a me, non io alla sua dieta.
“Raccontami cosa mangi di solito durante il giorno”
“Guarda, faccio prima a raccontarti cosa mangio durante la settimana. Non faccio colazione perchè arrivo sempre tardi al lavoro, quindi i minuti alla mattina son contati al nanosecondo e a metà mattina generalmente uno yogurt. In mensa, sono sufficientemente bravina, diciamo che la verdura la mangio sempre, poi pasta, non molta perchè è sempre scotta, e della carne o del formaggio, il pomeriggio il frutto che ho rubato dalla mensa. La sera faccio schifo: dato che non mi va di cucinare solo per me, allora mi do alla pazza gioia mangiando patatine, merendine, cazzatine, alle volte delle insalate, ma giusto alle volte, e difficilmente della pasta. Questo dal lunedì al venerdì. Ecco, il week-end è una cosa a parte: mangio spesso fuori. E bevo. Molto.”
“Ok, adesso ti faccio il test delle intolleranze e delle carenze organiche”
(Ti par che mi manchi qualcosa?)
Dopo un’ora passata a tener un ferro in mano e a prendere scosse nelle dita dell’altra mano mi ha prescritto una dieta che non credo avrò problemi a seguire per i prossimi due mesi. Conto: 132,00. Anche la libertà alimentare ha uno scotto molto alto.
Unica intolleranza alimentare evidente? Il vino bianco.
Nooooooo. E come cazzo li bevo gli spritz adesso???
Oggi ho preso un giorno di ferie. Lo so che il concetto non computa per un frilens, ma ho deciso di fare una serie di cose che dovevo fare da tempo e di non pensare al lavoro per un giorno. Ho mandato una bella email di prima mattina a tutti i clienti spiegando che oggi (e giovedì, per tutt'altri motivi) non ci sono e non rispondo. Il che non ha impedito a tutti di provare a chiamare lo stesso, e siccome io ho quasi sempre risposto, l'operazione "mente sgombra" è stato un miserrimo fallimento.
Ho deciso pertanto di sdoppiare il mio cellulare. Il numero attuale verrà conservato per il lavoro, e ne acquisterò uno nuovo per i fattacci miei. O viceversa. Anzi no, perché il numero vecchio lo sanno tutti. Nei prossimi giorni comprerò un cellulo veri cip da affiancare all'altro. L'altro sarà rigorosamente spento alle 18 di ogni sera e quando mi voglio prendere un giorno di ferie.
E speriamo che serva a qualcosa.
E guardo fuori dalla finestra e vedo quel muro solito che tu sai,
sigaretta o penna nella mia destra, simboli frivoli che non hai amato mai ;
quello che ho addosso non ti è mai piaciuto, racconto e dico e ti sembro muto, fumare e
scrivere ti suona strano, meglio le mani di un artigiano
e cancellarmi è tutto quel che fai ;
ma io sono fiero del mio sognare,
di questo eterno mio incespicare
e rido in faccia a quel che cerchi e che mai avrai.
Non sai che ci vuole scienza, ci vuol costanza, ad invecchiare senza maturità ;
ma maturo o meno io ne ho abbastanza della complessa tua semplicità ;
ma poi chi ha detto che tu abbia ragione, coi tuoi “also sprach” di maturazione
o è un’illusione pronta per l’uso, da eterna vittima di un sopruso,
abuso d’un mondo chiuso e fatalità ;
ognuno vada dove vuole andare,
ognuno invecchi come gli pare,
ma non raccontare a me solo cos’è la libertà .
La libertà delle tue pozioni, di yoga, di erbe, psiche e di omeopatia,
di manuali contro le frustrazioni, le inibizioni che provavi qua a casa mia,
la noia data da uno non pratico, che non ha il polso di un matematico,
che coi motori non ci sa fare e che non sa neanche guidare,
un tipo perso dietro le nuvole e la poesia ;
ma ora scommetto che vorrai provare quel che con me non volevi fare :
fare l’amore tirare tardi o la fantasia.
La fantasia può portare male se non si conosce bene come domarla,
ma costa poco, val quel che vale, e nessuno ti può più impedire di adoperarla ;
io se dio vuole non son tuo padre, non ho nemmeno le palle quadre,
tu hai la fantasia delle idee contorte, vai con la mente e le gambe corte
poi avrai sempre il momento giusto per sistemarla ;
le vie del mondo ti sono aperte, tanto hai le spalle sempre coperte
ed avrai sempre le scuse buone per rifiutarla.
Per rifiutare sei stata un genio, sprecando il tempo a rifiutare me,
ma non c’è un alibi, non c’è rimedio, se guardo bene no, non c’è un perché ;
nata di marzo, nata balzana,
casta che sogna di esser puttana,
quando sei dentro vuoi esser fuori cercando sempre i passati amori
ed hai annullato tutti fuori che te
ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai gettato l’ieri,
persa a cercare per sempre quello che non c’è.
Sarà di nuovo lunedì domani. Non solo per me, che non sopporto il suono della sveglia al punto da rifiutarmi di sentirla e di presentarmi perennemente in ritardo, ma anche per chi, un po’ di tempo, aveva deciso di smettere di lavorare, in preda a nuove allucinazioni profetiche.
Ho fatto una visita domiciliare insieme alla Ste la settimana scorsa. Risultato: XXX tornerebbe a lavorare solo perchè è rimasto con 5 euro e non riesce a riparare la macchina. E vabbè, si può pensare di rimettere in piedi il progetto, anche se la finalità dello stesso non dovrebbe essere la povertà , anzi. Ma mettiamo il caso che ci può anche stare.
Nel corso della conversazione, però, se ne esce con una delle sue proposte folli. Di quelle che mi chiedo da dove gli escano, ma che divertono al punto di dover fare la parte della seria, anche quando l’unica cosa che farei sarebbe ridergli in faccia. Dice che lui vorrebbe una pensione di almeno 900 euro al mese. Sì perchè ritiene che nei lavori precedenti, dove veniva pagato con uno stipendio come i suoi colleghi, in realtà lui è stato danneggiato e sfruttato. Da tutti. Quindi ha pensato che potrebbe chiedere una parte di pensioncina a tutti: ogni titolare precedente paga la sua parte, così lui se ne sta buono buono a casa con 900-1000 euro a scatenare i terremoti e a studiare le tavole di Mosè. La Ste è stata lievemente più diplomatica, io ci sono andata giù pesante invece. “Senti A., mi sono lievemente rotta le palle di venirti a trovare a casa ogni tre settimane perchè tu decidi di lavorare due settimane sì e una no. Quindi che questa sia l’ultima volta che vedo la tua faccia, perchè, ti giuro, non ti sopporto più. Alza quel benedetto culo dalla sedia e torna a lavorare, che è dal 2004 che ti ripetiamo sempre le stesse cose”. Risposta? “Ok.” con un sorrisone. Sto cagacazzo.