Stereotipi
Posted in Me on May 27th, 2006 by Le mirabolanti avventure di Barbara JacobMattina passata in giro alla ricerca di bazze, ed ho fortuna: torno infatti a casa con un magnifico paio di zatteroni candidi, che sarò costretta a mettere solo in camera bianca considerando come la loro immacolatezza sembra schizzinosa.
Durante il mio breve trip nella Bologna profonda, incrocio:
- un umarell che volantina ad un banchetto bardato con le scritte "petizione al sindaco". Mi porge il volantino e durante la frazione di secondo in cui lo conservo, riesco a leggere contro il degrado, gli schiamazzi. Schiamazzi? Non leggevo questa parola da trent'anni, dal cartello "vietato il giuoco del pallone e gli schiamazzi" nel cortile di mia nonna, in via Podgora. All'umarell che blatera affinché io riconosca che occorre fare qualcosa contro il degrado vorrei rispondere socmèl che du maron ma sono una signorina educata e gli rendo il volantino tagliando corto: è un falso problema. Rimane a bocca aperta.
- una barista non so se psicolabile o schizo che parla incessantemente della Gioconda e di mucche al pascolo con un tono veloce e staccato, molto meccanico, una specie di stream of consciousness senza emozioni percettibili. Siccome la follìa di solito mi attrae, bevo con calma il mio caffé e la ascolto. Quasi subito, attacca a lamentarsi di come lei deve lavare gratis i ciucci dei bambini zingari che elemosinano per strada, e di come dovrebbero tutti tornare a casa loro gli immigrati. Omg. Si può essere fuori di testa e somigliare all'umarell medio. Pago e me ne vado.
- un'anziana in autobus si lamenta ad alta voce con il conduttore - con un tono petulante e fastidiosissimo, come certe bambine viziate - che sull'autobus non c'è l'aria condizionata, che lei deve arrivare in via Genova e sta già sudando. Ora, la zdaura ha un parka ed una sciarpa. Il termometro davanti alla farmacia segna trentun gradi. L'evidente contraddizione non sembra affatto inquietarla: il problema è l'aria condizionata. Riesce ad allietare così gli astanti per l'intero viaggio.
Qual'è il problema qui a Bologna? Cosa predispone la gente a parlare agli sconosciuti soltanto per lagnarsi? E perché mi sto lagnando anch'io, dopotutto cosa mi importa se la gente somiglia agli stereotipi? All'inevitabile tunisino che mi ferma per propormi fumo - ecchecacchio, io non fumo - , sarei tentata di parlare di Baba Hassan, lo spacciatore che conobbi a Parigi, che conosceva a memoria l'Amleto, ascoltava musica lirica e versava una piccola percentuale dei suoi "proventi" all'opera dell'Abbé Pierre. Lui sì, che era un pusher serio, mica te. Ma ci rinuncio quasi subito, alla fine forse io sono judgmental come gli altri. Io non fumo, e tiro di lungo.


