Le buzzaziende

In questo periodo sto cercando lavoro (anche se il mio sogno è di fare il giornalista enogastronomico sono intrappolato in un corpo da sistemista) ergo sono in contatto con molte aziende diverse.

Per ogni azienda che mi contatta faccio quello che più o meno fanno tutti: visito il sito, faccio un giro su Google per vedere le esperienze altrui, vedo i bilanci e gli indicatori economici degli ultimi anni.

Ho così scoperto, oltre alla solita dicotomia aziende serie aziende non-serie, una nuova diffusa categoria aziendale, le buzzaziende.

La buzzazienda è una azienda, tipicamente informatica, non necessariamente non-seria, che vende/offre servizi molto alla moda in maniera molto teachie, pomposa e con bassa o nulla possibilità di guadagno.

Come si riconosce una vera buzzazienda ?

  • Ha un sito web 2.0, nell’ accezione più becera del termine (verde/arancio, pulsantoni, 3 aree 3, parole GRANDI, tags)
  • Possiede un blog aziendale e linka i blog dei dipendenti
  • Nel sito aziendale compaiono almeno sette di questi termini
  • In media una parola ogni sette è un link
  • La buzzazienda crede ciecamente in Wikipedia e linka ogni sua asserzione ad essa
  • Nel sito buzzoso la parole “passione” è presente almeno una volta per pagina
  • Ogni anno cambia il suo core business
  • Essendo flessibile come ovvio offre solo contratti cocopro cicici bibi&bibo
  • Ha un headline che curiosamente ricorda sempre quello di MS (dove andrai domani l’altro, la tua passione la nostra soluzione ecc ecc)
  • E’ in leggera differita come le partite di serie B negli anni 70: se nel 2003 offriva soluzione wifi, nel 2004 propone adeguamento privacy, VoIP nel 2005 e nel 2006 blog

Che offrirà nel 2007 la vera buzzazienda ? Podcasting, è ovvio

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