E’ tutta colpa vostra !!

In una lettera al Foglio, ripresa oggi su La Gazzetta dello sport, Massimiliano Teodori, responsabile marketing di Cantieri Informatici, software house di Roma, dichiara “Il prossimo che dice che non c’è lavoro in Italia gli spacco la faccia”
Da mesi infatti cercano tirocinanti neolaureati e/o studenti a part time 4 ore al giorno (“così possono anche studiare”) contratto Co.Co.Pro per sei mesi alla bella cifra di 500 euro al mese (che ricordo son 300 netti grosso modo).
Adirittura molti pare che si rifiutino perchè a meta agosto vorrebero andare in ferie (“ma come si fa!!” soggiunge, suppongo indignato, il Teodori) e quasi tutti storcono il naso di fronte alla parola “disponibilità” (che spero il giornalista abbia riportato bene, se fosse invece “reperibilità” sappiano i non informatici che questa si paga, a parte, circa un 500 euro al mese).
Ecco vedete ? E’ tutta colpa vostra, che vi fate sfuggire queste opportunità favolose, perchè siete brutti, cattivi, probabilmente comunisti e mantenuti da mammà.
Il lavoro c’è eccome…precario, pagato trecento euro al mese, ma per esserci c’è…e non prenderlo non solo significa “non capire che bisogna entrare nel mondo del lavoro il più presto possibile” ma fa anche incazzare così tanto i nostri manager da mettere a rischio la faccia di ignoti avventori di un bar che parlino di disoccupazione !!
Ah Massimilia’, con tutto er rispetto de sto monno, te posso da der tu ??? ;)

21 Responses to “E’ tutta colpa vostra !!”

  1. dido Says:

    Sono più le spese…
    meglio stare a letto

  2. Barbara Jacob Says:

    triste

  3. AndyCapp Says:

    Caro Max, ti do del tu com da esplicita richiesta.
    SUlla Gazzetta era riportato “500 euro in cocopro”
    Prendo atto della tua precisazione sulla cifra di 450 euro netti al mese e non 300 come riportato dal giornale in questione.
    Però se mi permetti fan sempre un netto di 4.5 euro l’ora, circa 8.500 vecchie lire, calcolati su un part-time da 100 ore mensili.
    Se per te è un buon stipendio d’entrata a part-time e cocopro per un neolaureato, seppure con la prospettiva di entrare in azienda dopo sei mesi…
    Poi intendiamoci, il fine di un azienda è fare soldi, e finche lo fa nella legalità nulla da dire.
    Ma da qui a lamentarsi sui giornali perchè un neolaureato non trova appetibile un lavoro a queste condizioni mi pare francamente almeno eccessivo.
    Ti credo sulla parola quando dici che ci sono neolaureati contenti di lavorare a tali condizioni; tanto meglio per loro e per voi, personalmente io non mi sarei nemmeno alzato dal letto ;)

  4. AndyCapp Says:

    Max, decontestualizzando hai perfettamente ragione.
    Io ho fatto molti colloqui a neolaureati con risultati che sono andati del tragico al ridicolo.
    Sono anche d’accordo che uno stipendio vada guadagnato sul campo o almeno giustificato da un’ esperienza, dimostrabile, precedente.
    Ciò non mi toglie dalla testa che 4.5 euro all’ora non sia uno stipendio appetibile …sarà che son troppo vecchio.

  5. tannoiser Says:

    Caro Max, mi permetto di intervenire.

    Le tue, sono belle parole, ma hanno in se, un *piccolo* problema di fondo. Le cifre vanno *benissimo* in un ambito lavoro a tempo determinato. Anche perchè all’azienda, un dipendente da 500 euro mese, costa quasi il doppio. Ma che è successo? E` successo che il rapporto con il dipendente viene visto peggio che la forca. Un misto tra il matrimonio, l’invasione delle cavallette, e la peste bubbonica. E allora avanti con le parole d’ordine del nuovo millennio. Flessibilità! Meritocrazia! Voglia del fare!

    Peccato che siamo in Italia, e ogni volta che succede qualcosa, una legge, un obbligo, viene sempre preso per il verso sbagliato, disattendendo *sempre* (e dico *SEMPRE*) lo spirito con cui il provvedimento viene elaborato, trovando sempre l’angolatura opportunista.

    Quindi, cosa è successo? E` successo che “prima” uno faceva il dipendente. Aveva determinate garanzie, e percorsi di gavetta, pochi soldi, ecc. Chi voleva mettersi invece in gioco, aveva percorsi personali, professionali, artigianali e via. Più rischio (mille rischi!), più spese, tasse, incertezza, ma più introiti, almeno in potenza.

    Cosa succede oggi? Succede che semplicemente, chi accede al mondo del lavoro ha raccolto le sfighe e i rischi delle due categorie, senza nessuno dei vantaggi. Si prende poco, come e peggio di un dipendente, ma però rischi come un professionista o peggio. Anzi, spesso, il passaggio a lavoratore dipendente è considerato un premio vero e proprio. E` un paradosso.

    A me, non interessa di chi è la colpa. E` sicuramente di tutti. Di alcuni dipendenti che hanno spremuto come limoni i propri datori di lavoro, per il solo fatto di essere “dalla parte del debole, e quindi nel giusto per definizione”, cosi come di tutti i sedicenti imprenditori che fanno co.co.pro con orari fissi, a durata biennale (contratti che, detto tra noi, sarebbero tutti illegali, se si volesse farla davvero rispettare la legge Biagi).

    Ma noi siamo il paese della pizza, del mandolino, o sole e o mare, ecc. E quindi ognuno ha il diritto di lamentarsi, e ognuno ha il diritto di indignarsi, basta che poi alla fine, non si tocchi il proprio portafoglio.

    Personalmente, mi *vergognerei* di offrire lavoro a determinate condizioni. Me ne frego se la legge, il mercato o chi per esso, me lo permette. Io mi vergogno. Nel frattempo faccio da me, e il giorno che mi posso permettere un dipendente, seriamente, lo prendo. E fino ad allora, evito di nascondermi dietro paraventi di carta velina. Ma ognuno è fatto a modo suo, ovviamente.

    Cordialmente.

    Ps: per “determinate condizioni”, non mi riferisco espressamente alle vostre. Parlo più in generale di quello che è il mercato del lavoro per co.co.pro e precariato vario.
    Giusto per essere sicuri che ci capiamo.

  6. Nicola Losito "kOoLiNuS" Says:

    Io ricordo solo che per pagare l’impresa delle pulizie, di casa o delle scale poco importa, pago non meno di 30 euro all’ora. Ora anche se fosse il 50% di tasse il tizio si ritroverebbe a pulirmi le scale per 15 euro l’ora.

    Siamo ancora un po’ lontani dai 4,50 € offerti.

    Ricordo anche che un muratore mediamente specializzato porta a casa 150 euro al giorno. CENTOCINQUANTA, casomai non si leggesse bene.

    Lascio le valutazioni ad altri, io per canto mio sono daccordo con quanto espresso dall’autore del post.

  7. Barbara Jacob Says:

    Grande analisi, Tannoiser, precisa ed argomentata. Sono del tutto d’accordo. Anche se poi in un mondo dove tutti usano ed abusano dei cocopro, chi assume in regola rischia di essere più difficilmente concorrenziale; ma voglio anche sperare che chi fa queste scelte “coraggiose” (ma oh, una volta erano la normalità…) venga ripagato dall’avere meno turnover di personale ed offrire per questo un servizio più appetibile per il cliente.

    PS appena uscita dal liceo, vent’anni fa, sono andata a disegnare per un architetto, con un contratto di collaborazione, ma fatta una botta di conti, inflazione e tutto il resto, guadagnavo circa il doppio, per un lavoro non così qualificato… Eppure sembrava del tutto normale, sia a me che al mio datore di lavoro.

  8. antolo Says:

    Mah…

    Io pago la mia colf 4.5 Euro/Ora.

    Il mio primo stipendio da Neo Laureato (6 anni fa) era di 1000 Euro Lordi/Mese.

    E’ giusto fare la gavetta, ma e’ anche giusto pagare la professionalita’.

  9. Max Says:

    Se è per questo conviene fare l’idraulico allora… o no? …
    Esattamente quale dovrebbe essere lo stipendio per un ragazzo di 24 anni che non ha MAI lavorato e che conosce vagamente soltanto la teoria?
    E parliamo del PRIMO stipendio e del PRIMO contratto.
    Perché investire in una persona con un contratto a tempo indeterminato, per tutte le ragioni che volete, dal fatto che costa il DOPPIO ad esempio, dal fatto che per le leggi italiane è praticamente impossibile licenziare senza incorrere quasi certamente in una causa… dicevo, è un rischio ENORME per una azienda che deve rispettare, per non chiudere dopo due mesi, il rapporto tra entrate e uscite in previsione di una crescita, che porta ad alzare gli stipendi, aumentare il personale ecc…
    Ho la vaga sensazione che si sia perso il senso della misura nel pesare ciò che si può o non si può fare.
    E che si pensi che siccome una persona si è laureata abbia DIRITTO SUBITO ad un posto adeguato agli studi svolti.
    Forse a fantasilandia. Nel mondo reale le aziende devono pagare le tasse ed in particolare in Italia… non credo di dover tirare fuori tutta la storia della pressione fiscale.
    E come azienda ho diritto a mettere alla prova (forse è proprio questo che non si è più disposti ad accettare) con la cosa che più si avvicina all’apprendistato di una volta. Io non DEVO il posto di lavoro a nessuno. Chi ha voglia di lavorare se lo deve guadagnare, lo ripeterò fino alla nausea.
    Chi non l’ha capito sono questi ragazzi, non certo per colpa loro, che non vogliono rischiare niente, non vogliono provare, ecc. E ovviamente non sto parlando di TUTTI, ma di una grossa fetta, completamente impreparata ad affrontare la realtà.
    Poi se vogliamo parlare di cambiare le leggi per far si che in questo paese sia possibile assumere a cuor leggero oltretutto spalleggiati da un fisco più leggero allora è un altro discorso.
    Il punto era un altro.
    Hanno paura di INIZIARE.
    Così sono più chiaro?

  10. Max Says:

    Antolo un ragazzo che esce dalla triennale non gode di ALCUNA professionalità. La professionalità si conquista sul lavoro non a scuola.
    Lo dice la parola. Quando vengono qui hanno in mano solo alcuni strumenti teorici e spesso nemmeno aggiornati con le più recenti tecnologie attualmente in uso. Praticamente spesso devono riimparare.

  11. Barbara Jacob Says:

    4,5 euro l’ora netti - son circa 750 euro al mese.
    Ora, cosa si fa con 750 euro al mese?
    Se ti prendi una stanza in una casa con altri, ti partono 350 euro, più mettiamo 50 € di spese varie - ti rimangono 350 € per mangiare, vestirti, pagarti il trasporto per andare al lavoro, il dentista se hai mal di denti, eccetera. Ce la puoi fare? Tenderei a pensare di no - e comunque non parliamo nemmeno di vivere da soli.

    Una società giusta pagherebbe al minimo quello che serve per vivere, a fronte di un lavoro a tempo pieno.

  12. Max Says:

    Perdonami AndyCapp ma il valore di uno stipendio va valutato in base a molti fattori. Ad esempio se offrissimo quello stipendio ad una persona che SA GIA’ LAVORARE, che magari paga un affitto e lo fa per vivere allora si, saremmo dei criminali. Qui stiamo parlando sempre di ragazzi che vivono a casa dei propri genitori, non hanno mai lavorato e non sanno neanche lontanamente come si fa e che mettono nella loro scala di priorità e progetto di vita una settimana al mare PRIMA dell’imparare un Mestiere, iniziare a creare un Curriculum, fare Esperienza.
    Lo chiedo a tutti, ma secondo voi, se avessi avuto la coscienza sporca, avrei scritto ad un giornale nazionale?

  13. Barbara Jacob Says:

    Il punto era un altro.
    Hanno paura di INIZIARE.

    Oddio, se il buongiorno si vede dal mattino… a 4.5 euro / ora come dar loro torto?

  14. Max Says:

    Ok Barbara, se questo è ciò che pensi allora non ci possiamo capire proprio.
    Una volta il mestiere si imparava senza percepire NULLA. Per fortuna sono subentrate le tutele sociali per cui oggi sarebbe sfruttamento (tra l’altro succede in continuazione…).
    Se non partiamo dagli stessi presupposti credo che difficilmente riusciremo a comprenderci. Un neolaureato NON E’ un professionista. Non stiamo proponendo lavoro a professionisti. Stiamo offrendo la possibilità di cominciare assumendoci anche il rischio di e l’onere di dare delle responsabilità a persone che potrebbero non essere in grado di sostenerle.

    Oddio, se il buongiorno si vede dal mattino… a 4.5 euro / ora come dar loro torto?

    Certamente la disoccupazione è la soluzione.

  15. tannoiser Says:

    Vedi Max, è proprio qui che sta l’inghippo, ovvero, l’idiosioncrasia in quello che dici.

    Dici che a una persona che si affaccia ora sul mondo del lavoro devi insegnare tutto. Ed è vero. E questo non è un costo per te? Dici giustamente che hanno poche conoscenze, magari solo teoriche. Ed è vero. Ma a te serve altro suppongo. E quindi glielo devi insegnare. E cosa succede dopo 6 mesi che gli hai insegnato qualcosa? Butti via tutto e ricominci? Accetti come “normale” questo rischio? Non noti proprio niente di strano?

    Se io ho bisogno di una situazione temporanea, non ho tempo, voglia, soldi da investire nel “formare”: Per convesso, se ho un esigenza dilatata nel tempo, ovvero se sto costruendo un asset, allora non posso farlo a botte di mercenari. E` di un ovvietà spaventosa. Se devi fare un viaggio, prendi un auto a noleggio, sapendo che:

    - il costo/ora è ovviamente alto, più di quello che se l’auto fosse tua
    - in compenso non te la devi comprare
    - il vantaggio costi/tempo dipende dal tempo impiegato. Un noleggio per un mese, ha ancora un senso, ma nessuno sano di mente, o che tiene al proprio portafoglio noleggerebbe un auto per un anno

    Ovvio che se la prendi a noleggio, un auto non ha tutte le “pippe” che invece ha se è tua. Niente passaggio di proprietà, niente bollo, men che meno manutenzioni e, diciam la verità, se gli fai un botto, in fondo te ne freghi tanto ha la casco.

    E’ altrettanto ovvio che se l’auto è tua ci devi versare molta più attenzione, fin da principio. Ma non solo costi: se ti ci trovi bene, se entra nel tuo box, se la può guidare anche la moglie, ecc. Tanti aspetti, alcuni importanti, alcuni meno, e non tutti con una voce di costo diretto ma non per questo, meno determinanti (se dici che non è vero, pretendo che tu cambi immediatamente l’auto per una multipla a pois, poi vediamo se gli aspetti estetici non determinano la tua scelta! ;)).

    Questo per dire che c’è differenza se ti serve un determinato impegno, per un lavoro specifico, ecc, OPPURE se stai costruendo un asset. E` l’idea che un auto a noleggio - perchè questo stai comprando quando accedi al mondo del precariato - costi meno come costo giornaliero di un auto di proprietà pari modello e cilindrata, è una stupidagine e una stortura che esiste SOLO NEL NOSTRO PAESE.

    Poi ci sono auto di tutti i modelli, cilindrate, colori, scopi, e usi (se devi fare carico merci, una smart non va bene, te lo confermo).

    Poi oh: la legge, il mercato, whatever, te lo permette. Tu, secondo coscienza decidi se farlo, e come, e nessuno può sindacare, in questo senso. Ma rimane il diritto di critica, e specie se si può “tuonare” dalle pagine di un giornale, si deve avere anche la compiacenza di pensare che:

    - a questo mondo, non tutti la pensano uguale (per fortuna?)
    - che a volte, il silenzio è d’oro

    L’espressione del proprio pensiero, espone alla critica. Almeno questo, non è soggetto alla legge 30. (non ancora? ;)).

    Ciao!

  16. tannoiser Says:

    ps: Max non barare. 4.5 non sono netti, visto che l’inps se la devono pagare loro (almeno in parte), e stai applicando l’aliquota irpef più bassa e valutazioni da no tax area che sono tutte da dimostrare, ovvero, sono vere solo se quello è l’unico reddito percepito nell’anno. Ma se quello è l’unico reddito percepito nell’anno, il soggetto muore di fame.
    Una *STIMA* generosa, pone quella cifra come credibile tra i 3.5 e i 4 euro *NETTI*.

    E ho detto generosa.

  17. Max Says:

    Perfetto tannoiser.
    Per favore, mi potresti spiegare dove è che si dice che queste persone “moriranno” con un contratto a progetto o che fra 6 mesi verranno mandate via per prenderne altre a fare lo stesso lavoro?
    Le critiche sono bene accete, ci mancherebbe altro, ma devono essere argomentate sui fatti e sulle parole scritte, non sull’interpretazione.
    Mi dici che il silenzio è d’oro partendo dalla tua deduzione (perché di solo questo si tratta) che questi ragazzi verrebbero o sfruttati per sempre o rimpiazzati. Quindi sarei anche uno sciocco, perderei dei mesi a formare persone per fare un lavoro per mandarle via nel momento stesso in cui sono diventate autonome e più professionali… a mie spese?!?
    Capiamoci, e lo dico a tutti gli intervenuti oltre me, non sto qui a far valere la mia posizione nei vostri confronti, sto provando a far emergere una circostanza che probabilmente è apprezzabile soltanto trovandosi davanti un altro TE che nella stessa situazione butta via un’occasione perché abituato ad un tenore di vita e a ricevere senza sforzi anche il superfluo.
    Non c’è la maturità di volersi guadagnare nemmeno il telefonino, tanto me lo compra papà…

  18. Barbara Jacob Says:

    … a 4.5 euro / ora come dar loro torto?

    Certamente la disoccupazione è la soluzione.

    Diciamo che sono due circostanze altrettanto scoraggianti.

    [
    .... qui mi viene da inserire una nota leggera: il mio quarto o quinto datore di lavoro, dopo un paio di mesi, ritenne che fosse preferibile smettere di pagare i suoi collaboratori; dal canto mio, decisi che fosse preferibile smettere di presentarmi in ufficio. Qualche giorno dopo egli fu udito dai collaboratori residui pronunciare le parole "Accidenti, proprio ora che avevamo bisogno di lei! Se tanto non ha un lavoro, cosa sta a casa a fare? Tanto non è che la pagano per quello".

    Chi indovina l'errore nel suo ragionamento, ha vinto una bambolina!
    Ok, fine della parentesi buffona.
    ]

    Se segui il ragionamento di Tannoiser sull’auto a noleggio, però, si capisce che non puoi spacciare per missione socialmente utile il fatto di pagare _molto_ poco.

    Se io ho bisogno di una situazione temporanea, non ho tempo, voglia, soldi da investire nel “formare”: Per convesso, se ho un esigenza dilatata nel tempo, ovvero se sto costruendo un asset, allora non posso farlo a botte di mercenari.

    - o non investo perché è temporaneo, ma allora è strano che mi costi poco [= l'auto a noleggio]
    - o ci investo perché è definitivo, ma allora è strano che mi costi poco [= l'auto di proprietà]

    Detto questo, io non ce l’ho con te, non sono neolaureata, non ho vent’anni (mi avvicino di più al doppio, ahimé) e la gavetta l’ho fatta da mo’, dunque tutto il discorso non mi riguarda direttamente. Solo che dispiace vedere che andiamo verso una società dove sempre di più, sempre per citare Tannoiser…

    chi accede al mondo del lavoro ha raccolto le sfighe e i rischi delle due categorie, senza nessuno dei vantaggi. Si prende poco, come e peggio di un dipendente, ma però rischi come un professionista o peggio.

  19. tannoiser Says:

    Caro Max,

    Ancora qualche nota, per completare il mio pensiero, e concludere il ragionamento, laddove mi pare di intuire te ne sfuggano un paio di elementi che considero importanti.

    In primis, facciamo fuori ogni dubbio: non penso minimamente che tu, o la tua azienda (che non ho il piacere di conoscere) siate l’origine del male, ne che stiate facendo nulla di particolarmente diverso da tanti altri. Quello che penso è che vi muoviate nelle angolature e storture di un mercato, quello dell’informatica italiana (non è la prima volta che specifico *italiana*. Non è solo sindrome da giardino del vicino, ti prego di credermi sulla parola), che prevede un accesso al lavoro con condizioni assurde - ma non solo l’informatica -.

    Ritengo che avere un mercato del lavoro del genere, sia deleterio ovviamente per i lavoratori, ma anche per le aziende, nonostante, sulla carta tutta questa rincorsa al pagare niente sembri tutto di vantaggio.

    I perchè sono tanti, e se li devo spiegare tutti, ho paura che serva una sede diversa rispetto al commento su un blog. Comunque, per brevità, basta guardare alla storia. Laddove una civiltà, iniziava a ricorrere all’uso sistematico del mercato mercenario, vuoi militare, vuoi lavorativo, ha sempre ottenuto il collasso entro breve. Ma è di un ovvietà disarmante. Non puoi costruire nulla con questi presupposti.

    Peggio, diventa una spirale al negativo. Le persone sono sempre meno stimolate al lavoro, e quindi diventa giusto valorizzare le *persone*, poco o niente. Meno valore dai a un lavoratore, peggio lavorerà. Peggio lavorerà, disinteressandosi in tutto del lavoro, più ti sentirai giustificato a considerarti “ingannato da una persona che vuole da me solo denaro”. Ed è così per forza. Se monetizzi tutto, se tutto è prezzato, quello che ottieni è solo corrispettivo.

    In questo scenario, non mi parlare di costruire, ne di investire. Se e quando capita, capita per caso, con questi presupposti. E attenzione. Io critico espressamente il mercato del lavoro dei co.co.pro. che sono totalmente travisati, nella loro intenzione originale. Guarda che di lavoro temporaneo se ne è sempre fatto. Di strumenti ce ne sono sempre stati. Partendo dalle aziende con meno di 15 dipendenti (circa l’80% del nostro tessuto sociale/imprenditoriale. Fai parte dell’altro 20%?), ai contratti di formazione lavoro, fino ai contratti a tempo determinato.

    Si è sempre fatto. Con delle regole, ovviamente. Questo non bastava? Non andava bene? Eppure, abbiamo costruito migliaia di aziende, come è successo?

    Un miracolo? O più semplicemente, si cerca (cercava?) di acquisire le risorse “cum grano salis”? Il punto che pare sfuggire (non solo a te, ovviamente) è che il co.co.pro, dovrebbe essere un contratto di lavoro *AUTONOMO*, per qualcosa che non è *CORE* nella tua azienda, e per cui sei disposto eventualmente a pagare un pochino di più il costo uomo, a fronte dell’uso “sporadico” della risorsa - l’esempio dell’auto a noleggio; e non un contratto di prova per assumere-forse-un giorno-chissà-se ti comporti bene.

    Il fatto che tu lo possa fare, è una tua scelta, probabilmente non è un tuo dovere, ma ripeto che, dei contratti che ogni tanto qualche amico mi ha mostrato, sono abbastanza sicuro che almeno una metà di questi sarebbero impugnabili (proprio secondo la legge 30, ironia della sorte!). In ogni caso, una scelta. Che tu la voglia fare passare addirittura come una scelta ecumenica, mi pare, francamente, esagerato.

    In definitiva stai solo “approfittando”, senza fare nulla di illegale, capiamoci, di uno “stato di fatto”, nel paese della raccomandazioni. E che sarà mai, in fondo.

    Magari eviterei di farlo sembrare un favore, ecco.

    A chiudere: il mio è volutamente un discorso generale. E come tale _deve_ giocoforza contenere delle generalizzazioni. Non mi interessa il caso particolare. Non conosco te, la tua azienda, ne penso che sia così significativa la vostra esperienza, in un senso come nell’altro. Siete esemplificativi di un certo “stile di mercato del lavoro”, e di come avvengano certi sillogismi che trovo “preoccupanti”. Per contro, tu non conosci me, ne la mia azienda, per tanto, forse è più furbo se ci limitiamo a considerare il caso astratto e generale, traendo conclusioni dai fatti noti, più che impelagarsi sull’intuito. In fondo, ripeto, non sono io che ha scritto una lettera ad un giornale per lamentare una situazione.

  20. Poesia Says:

    Cavolo, sig. Max… che benefattore!
    Io le suggerirei di continuare per la stessa vincente strada che ha già intrapreso e poi di valutare, dopo qualche anno, i magnifici risultati di questo contratto dorato che lei propone.
    Un neolaureato meritevole, con grandi capacità, sceglierà i suoi 500eur al mese, per dimostrare al mondo che questa è la vera meritocrazia?
    Oppure i 500eur al mese li accetterà il neolaureato mediocre, che non ha altri luoghi migliori dove sostare?
    O ancora, li accetterà il neolaureato disperato, che, appena possibile, si guarderà intorno lasciandola all’improvviso?
    In tutti e tre i casi, non si mette bene per l’azienda…

    Una precisazione: l’apprendistato esiste ancora, e ne è stata anche innalzata l’età. A lei offre la garanzia di una continuità, senza tuttavia accollarsi gli oneri di un dipendente; all’apprendista garantisce un inquadramento equo, a scalare verso l’alto, fino all’equiparazione di livello con i colleghi che hanno le sue stesse mansioni.

  21. AnnaK Says:

    M’inserisco nella discussione con un appunto.

    4,5 € all’ora è quanto vengono pagati i disabili durante i tirocini di formazione prima dell’assunzione.

    Io prenderei in considerazione l’idea, fossi in Lei.

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