Per tutto il resto c’è Mastercard

  • Cinque anni di latino e greco:  20 litri di sangue
  • Cinque anni ripetizioni: 3000 euro
  • Tornare nel proprio Liceo dopo 20 anni per parlare agli studenti: priceless

2 Responses to “Per tutto il resto c’è Mastercard”

  1. Cle` Says:

    Indubbio =)

  2. Andy Capp Says:

    Riporto con piacere la mail del Prof Giacovelli, che mi ha gentilmente invitato a parlare agli studenti

    Salve a tutti.
    Mercoledi’ 30 Massimo Danieli e Filippo
    Boschetti, gentilissimi e disponibilissimi e
    barbutissimi (almeno Massimo) sono venuti nella
    mia scuola, invitati da me, a presentare linux e
    il mondo del software libero agli studenti che
    hanno scelto di seguire un mini-corso di
    informatica. Qui le cose si fanno un po’ fumose
    per chi non conosce da dentro il rutilante mondo
    della scuola, diciamo che per 4 giorni ci sono
    corsi extra-curricolari, cioe’ non legati agli
    argomenti normali di scuola, e questo e’ il modo
    che si e’ trovato per lasciare un po’ di liberta’
    nei corsi mantenendo pero’ l’indirizzo
    tradizionale (liceo classico, che non prevede affatto ore di informatica).
    Nei due giorni precedenti ho esposto ai ragazzi
    iscritti (28, ma non presenti mai tutti
    simultaneamente) la storia del computer e di
    Internet, partendo dalla lontana invenzione del
    diodo e del triodo da parte di De Forest nel 1904
    e arrivanto a spiegargli il ruolo di un sistema
    operativo, la logica client-server, e come
    funziona almeno la navigazione, i DNS e la posta elettronica.
    Il terzo giorno siamo risuscitati con linux e il
    software libero, e oggi, l’ultimo giorno gli ho
    insegnato i fondamenti dell’HTML e ho fatto
    produrre a loro un file html con una riga scritta
    in codice da ognuno su Notepad. Per quasi tutti
    era la prima volta che scrivevano del codice, e
    alcuni erano quasi emozionati. Infine, ho trovato
    senza troppi sforzi una specialista in contenuti
    Web che lavora nel team che fa il portale di
    http://www.unibo.it (mia sorella, ahem), e quindi lei
    alla fine ha parlato del comportamento degli
    utenti del Web (grosso modo 1% di utenti attivi,
    9% di utenti saltuari, e un massiccio 90% di semplici lettori passivi).

    Tornando alla parte piu’ importante per la lista,
    nella prima parte della mattinata, dopo
    l’immancabile introduzione storica, i miei due
    esperti, giunti perfino dotati di un
    videoproiettore personale (la classe e’ classe),
    hanno cominciato ad affrontare l’argomento dal
    punto di vista prima piu’ generale, poi piu’ nel
    particolare con Filippo abbiamo parlato delle
    applicazioni controparte dei piu’ diffusi
    programmi per windows, oltre a qualchecosina che
    ha solo linux. Abbiamo visto con Massimo poi
    alcune applicazioni di software libero nella sua ditta.

    Nella seconda parte della mattina invece, mentre
    i due svisceravano altri aspetti, io ho
    installato davanti ai ragazzi prima la Debian e
    poi la Ubuntu su un mio computer fisso che mi ero
    portato da casa. Nel caso di debian in 25 minuti
    si è installata una deb con il desktop Kde e Open
    Office 2. D’accordo, senza finezze anche
    importanti come il partizionamento manuale o la
    compilazione seria del kernel, pero’ la cosa ha
    colpito, anche se quasi nessuno di loro aveva mai
    installato neanche WinXP per cui non avevano termini di paragone.

    Quando poi FIlippo e Massimo sono dovuti andare,
    ho fatto provare a tutti i ragazzi la postazione
    su cui dopo la debian avevo installato Ubuntu e
    sono riusciti quasi tutti a farci qualcosa. Anzi,
    ho proceduto in questa maniera: quando pescavo
    della gente che si distraeva troppo, magari
    guardando video che non dovevano guardare su
    YouTube, li mandavo a rifare la stessa cosa con
    linux. Come dicevo prima, ci sono riusciti praticamente tutti.

    Alla fine, raccogliendo un po’ di feedback, posso dire che:

    - prima di ieri, praticamente tutti avevano
    sentito almeno nominare linux, ma non l’avevano mai visto ne’ provato;
    - quasi tutti alla fine hanno trovato la cosa molto interessante;
    - quasi tutti alla fine hanno detto: e’ molto
    interessante e ci si fa di tutto, “ma alla fine
    tutti usano Windows, per cui penso di restare su Win”.

    Vorrei spiegare meglio il senso di quest’ultima
    frase. Con gli adolescenti, la spinta verso il
    branco e’ una cosa di cui occorre tenere sempre conto.
    Nessuno di loro si metterebbe mai solo contro gli
    altri a dire “si’ voi usate quel che vi pare, io
    uso linux”. In fin dei conti anche noi, nella
    maggior parte dei casi, eravamo cosi’.
    Nel branco si sta bene al calduccio e poi ci sono
    delle cose assai interessanti, come per esempio
    gli adolescenti del sesso opposto.
    Chi ha figli sa poi bene che loro fino a una
    certa eta’ vogliono semplicemente essere come tutti gli altri.

    Da questo punti di vista, trovo assai
    interessante che uno solo dei 28 abbia detto che
    secondo lui linux e’ inferiore a Windows, anche
    se non so su quali basi, visto che ha disegnato
    sul suo quaderno per tutti e quattro i giorni di
    corso. Tutti gli altri, ragazze comprese, l’hanno
    invece trovato interessante pur con la riserva di
    cui sopra, per cui la cosa a me sembra un pieno successso.

    Un enorme ringraziamento pubblico a Massimo e
    Filippo per la loro gentilezza, disponibilita’ e
    soprattutto competenza (apprezzata da tutti gli
    studenti), spero che per voi sia stata
    un’esperienza piacevole quanto lo e’ stata per me.

    Ciao, Stefano

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