Ma sgangia, pedala
Lo confesso, ci sono ricaduto…ho ricominciato a candidarmi agli annunci di lavoro.
Ieri mi candido per una posizione aperta di una ditta a Milano, con uffici a Londra e registrata in UK.
Cercano un ” an experienced (UNIX) Systems Administrator with experience in managing a complex, distributed and high traffic web application environment for an internet-mobile community portal with more than a million registered users. The site is is mainly built around a LAMP architecture.”
Oggi alle 12, mentre chiaccheravo del più e del meno con la mia scrittrice preferita mi chiamano per sapere se sono disponibile ad un colloquio oggi o domani.
In giornatami è ogettivamente impossibile, bene per domani, ma faccio notare che non sono in ufficio, quindi mi richiami cortesemente alle 14.30.
Richiama cortesissimamente alle 14.30, le dico che va benissimo domani alle 17 a Milano ma…per non fare perdere mio inutile tempo e sopratuttto Vostro preziosissimo tempo io NON vado a colloqui se non so
a) incarichi, oneri doveri ecc ecc
b) inquadramento contrattuale
c) retribuzione NETTA mensile
Nello specifico, sentendo dalla cornetta l’inconfondibile fetore di offerta ridicola taglio corto, dicendo che inizio a prendere in considerazione una relocation dai 1900/200 euri netti al mese.
La voce della gentilissima impiegata si fa timida…farfuglia di parlare con il responsabile di $sarcazzo e che mi richiameranno.
Mi richiama dopo un ora e trenta e mi dice che il responsabile di $sarcazzo si scusa grandemente ma la posizione è già stata filled..(ma sgangia, pedala, siamo due candidati e mi avevi già fissato un colloquio)
“ok ho capito, ho chiesto troppo e non ci arrivate”
“ehm no mai io ecco il direttore cioè..”
“son vecchio del mestiere, non è colpa tua, tranquilla..ciao”
“ciao”
Povere ragazze costrette a dire cazzate al telefono per dei cazzari, abbiate fede…lottiamo anche per voi ;)
Con affetto, collega precaria, una dedica anche per te…
Siamo la ciurma anemica
d’una galera infame
su cui ratta la morte
miete per lenta fame.
Mai orizzonti limpidi
schiude la nostra aurora,
e sulla tolda squallida
urla la scolta ognora.
I nostri dì si involano
fra fetide carene,
siam magri, smunti, schiavi
stretti in ferro catene.
Sorge sul mar la luna,
ruotan le stelle in cielo,
ma sulle nostre luci
steso è un funereo velo.
Torme di schiavi adusti
chini a gemer sul remo
spezziam queste catene
o chini a remar morremo!
Cos’è gementi schiavi
questo remar remare?
Meglio morir tra i flutti
sul biancheggiar del mare.
Remiam finché la nave
si schianti sui frangenti,
alte le rossonere
fra il sibilar dei venti!
E sia pietosa coltrice
l’onda spumosa e ria,
ma sorga un dì sui martiri
il sol dell’anarchia.
Su schiavi all’armi all’armi!
L’onda gorgoglia e sale,
tuoni baleni e fulmini
sul galeon fatale.
Su schiavi all’armi all’armi!
Pugnam col braccio forte!
Giuriam giuriam giustizia!
O libertà o morte!
Giuriam giuriam giustizia!
O libertà o morte!
May 21st, 2008 at 6:05 pm
Fatto bene